Parola di Will...

 

SE LO

 

CONOSCI…

  

 

Rubrica a cura di William Dotto

 

  

DANIELE BERTELLI (2 volte campione del mondo individuale 2007/2009)

  

TIRO: 9

PERCENTUALE REALIZZATIVA: 9

DIFESA: 10

RITMO: 7

PRESSING: 9

VERSATILITÀ: 10

CONDIZIONAMENTO: 6

 

 

Colonna portante della nostra nazionale da una vita, Daniele Bertelli è un autentico fuoriclasse del CDT internazionale. Il vantaggio di avere per fratello Simone, altra grande leggenda vivente, gli ha permesso di arrivare al livello massimo in breve tempo, formandolo dapprima in porta (il fratellone non gliele risparmiava mai!), quindi in tutto il resto.

 

Leggenda vuole che, riguardo all’apprendimento della fase difensiva, vi sia stato lo zampino di  Toni “la melma”, famoso per la sua grande dedizione al controllo della palla.

 

Il ritmo di gioco di Daniele non è altissimo, rispetto ad altri top players, caratteristica che lo eleva ancor più per le sue grandi capacità di attacco. Infatti chi gioca velocissimo ha sempre la speranza di rubare qualche mossa al difensore entrando in area di tiro con “uno-due” al volo. Lui, invece, tende a costruire l’azione di attacco metodicamente, con tocchi precisi e moderatamente lenti fino a costruirsi un varco nella difesa avversaria. E, nonostante il più delle volte “conceda” all’avversario di difendere, riesce sempre poi a bucarne la difesa! Il suo gioco è modellato su delle basi che spingono tantissimo, perfette per i lanci, ma terribilmente complicate per gli agganci, eppure lui riesce a fare di tutto anche nelle situazioni più estreme, dai campi “di vetro”, a quelli ad umidità impossibile, eludendo con classe la pressione psicologica nei momenti difficili. Sembrano sciocchezze ma provate voi a giocare in un campo “infame” e, magari, pure sotto nel risultato con delle basi che spingono al massimo… roba per pochi, dico per davvero.

 

È dotato di un grandissimo tiro ed il suo preferito è sicuramente il rasoterra, che sferra ad una velocità supersonica. Quando parte, ed inquadra la porta, non c’è niente che si possa fare; non lo si riesce manco a vedere e non resta che raccogliere la palla dalla rete. I pallonetti sono per lo più tesi e violenti e non danno modo al portiere di reagire, anche in caso si capisca dove intende direzionarli. Insomma una macchina da goal spietata ed elegante, sempre al passo con un grandissimo fair play che lo eleva tra i giocatori più corretti del circus mondiale.

 

La sua fase difensiva è spettacolare: chiude sempre perfettamente ogni traiettoria ed inizia a pressare intelligentemente fin da subito. Sa giocare in difesa come pochi, sia per tecnica che per strategia e, quando deve rimontare, avvia un pressing a tutto campo molto difficile da prevedere per l’attaccante.

 

A “causa” della correttezza e signorilità che lo contraddistinguono, possiamo attribuirgli scarsa capacità di condizionamento sia nei confronti dell’arbitro, che dell’avversario i quali, tuttavia, sanno bene chi sia e cosa abbia vinto…

 

Bertelli è uno dei pochi in grado di fermare Carlos Flores e già solo questo basterebbe a fare di lui un eroe del CDT! Scende in campo sempre e solo per vincere, come tutti i grandi campioni, ed è una colonna portante della nostra nazionale da moltissimi anni. Lascerà spazio agli altri solo quando si stuferà di giocare perché è quasi impossibile fare meglio di lui, questo è certo!

 

SE LO

 

CONOSCI…

  

 

Rubrica a cura di William Dotto

 

  

CARLOS FLORES (3 volte campione del mondo individuale 2010/2012/2015)

  

TIRO: 10

PERCENTUALE REALIZZATIVA: 10

DIFESA: 10

RITMO: 10

PRESSING: 10

VERSATILITÀ: 7,5

CONDIZIONAMENTO: 10

 

Ogni sport ha il suo campione assoluto ed è questo il caso di Carlos Flores: è il più grande di tutti i tempi, da quando esiste il CDT, il favorito n.1 ad ogni competizione alla quale partecipi.

 

L’unico parametro dove, forse, concede qualcosa è la versatilità, intesa come la capacità di cambiare il modo di giocare a seconda delle situazioni, semplicemente per un motivo: lui non ne ha bisogno e gioca sempre nella stessa maniera! Sono gli altri a  doversi preoccupare di lui!

 

E’ l’unico giocatore al mondo costantemente utilizzato per entrare nel secondo tempo per ribaltare il risultato, contro qualsiasi avversario, nelle competizioni a squadre. E non è una cosa così scontata, visto che il livello medio oramai raggiunto ad oggi è incredibile e ci sono giocatori mostruosi in giro. Beh….lui ci riesce lo stesso!

 

Ciò che più spaventa del suo gioco, a parte il ritmo forsennato che imprime dall’inizio alla fine, è la capacità realizzativa superiore a qualsiasi altro giocatore del circuito; il suo tiro preferito è il pallonetto all’incrocio dei pali, ma non così per dire: lui la mette esattamente lì e non c’è nessuno al mondo capace di tirare come lui.

 

In fase difensiva è quasi peggio! Se si riesce a riconquistare palla incomincia una vera e propria “caccia all’uomo” fatta di pressing asfissiante in ogni parte del campo con marcamenti al millimetro sia sui giocatori, sia sulla palla. Riuscire a costruire un’azione di attacco in queste condizioni è davvero difficile, bisogna avere una grande sicurezza dei propri mezzi ed un enorme autocontrollo per non farsi intimorire dalla sua “difesa offensiva”. Altrimenti ci si mette un attimo a perder palla e ricomincia il calvario!

 

Anche il condizionamento psicologico a cui sottopone l’avversario non è da meno: nei tornei che contano l’esultanza ai goal segnati spesso si tramuta in un’esplosione feroce di sfida, un boato adrenalinico assordante che ti deve far ricordare con chi stai giocando e a cosa stai andando incontro.

 

E allora come giocare contro di lui? Come si può sperare di battere un giocatore sempre avanti di 3 mosse sul tuo gioco?

 

Sicuramente è chiaro il modo in cui NON bisogna giocare contro Carlos e cioè “alla Carlos”! Tentare di giocare veloci dal primo all’ultimo minuto può solo significare una cosa: suicidio. Ci hanno provato in tanti e il risultato è sempre stato lo stesso: una batosta memorabile. Non serve nemmeno provare a tenere palla disperatamente perché il suo pressing, già snervante, si farebbe sempre più opprimente e riconquisterebbe palla in ogni caso. La verità, come spesso succede, sta nel mezzo; nel gioco attento ma costruito per offendere, nella capacità di variare ritmo, nella furbizia di riuscire a spezzargli il gioco. Facile a dirsi, difficilissimo a farsi ovviamente, anche perché 30 minuti sono lunghi a passare! Sperare in una sua giornataccia potrebbe aiutare, ma succede molto di rado per cui meglio prendere spunto dai grandi giocatori che sono riusciti, in questi anni, a contrastarlo nelle manifestazioni più importanti: Bertelli, Nastasi, Bari, Intra.

 

Facile, no?  Basta giocare come loro!!!

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